LA SECESSIONE FERROVIARIA

La prima vera speculazione finanziaria dell’Italia Sabauda “Una e Indivisibile”, subito dopo il 1860, fu quella ferroviaria.
Distrutta
la nascente industria ferroviaria delle Due Sicilie, e svuotate le
casseforti delle nostre Banche, le cosche tosco-padane che trovano
sintesi nella “Società Vittorio Emanuele”, sostenute dalla Banca Lafitte
di Parigi, e, in seguito, i salotti d’intrallazzo del Lombardo-Veneto
che investono nella rete Sudbahn col sostegno dei Rotschild di Parigi e
la garanzia del Re savojardo, avviano lo sviluppo della Rete ferrata
“padana”.
 
Il promettente sviluppo ferroviario nelle ex-Due Sicilie viene stroncato brutalmente e poi rilanciato in forma neocoloniale:
1-in
funzione militare: per favorire l’invio di truppe d’occupazione (oltre
120.000 soldati “piemontesi” nel solo primo decennio).
in seguito:
2-per favorire l’emigrazione di milioni di giovani “terroni” sui “Treni del Sole”.
e infine:
     3-per velocizzare la colonizzazione commerciale nordista della Sicilia e del Meridione.
 
Oggi,
nell’epoca del volo aereo a costo d’autobus e della guerra che uccide
asettica e vigliacca dai droni telepilotati da remoto, non ne hanno più
bisogno.
Va
da sé, Noi Siciliani non abbiamo mai avuto una vera Rete ferroviaria
siciliana. E’ quasi tutto un albero di ramisecchi, fuorimercato.
Risultato, anche, di precise scelte di “sbaraccamento”, cinicamente
programmate e graduate, con accelerazione negli ultimi 17 anni, dai
vertici di FFSS e RFI, come viene rilevato in un recente documento della
UIL-Trasporti di Messina.
 
L’Istituto
“Terra e LiberAzione”, nucleo strategico dell’Indipendentismo
siciliano, sostiene da decenni la necessità di sviluppare una vera Rete
Ferroviaria Siciliana, che, sul piano delle infrastrutture intermodali, è
il principale volàno, economico e culturale, per unire i Siciliani e
collegarli in positivo al Mondo.
Una
linea TAV siciliana, di modello tedesco o cinese…, che costerebbe meno
di quel “Ponte” inutile e tardottocentesco, improbabile e patetico.
Una
Linea TAV: Messina-Catania/Fontanarossa-Palermo/Punta Raisi, con le
relative “bretelle”, collegherebbe l’intero Sistema-Sicilia, inclusi gli
aeroporti, da nodo a nodo, in meno di un’ora. Una Rivoluzione.
E
dire che non abbiamo mancu n’autobus regolare per salire sull’Etna!. Ma
quale “Turismo”, se perfino le magnifiche trazzere delle antiche Terre
dei Siculi sono abbandonate a sè stesse, mentre ci costringono a
comprare le loro auto, più o meno MAFIAT, e a pagare il triplo la NOSTRA
benzina!
 
TAV. Treni ad Alta Velocità: oltre 350 kilometri orari (ma viaggiano tranquillamente anche a 500).
Per
esempio: Catania-Palermo è 30 minuti, non 5 ore, e mancu 3, e mancu 2…!
E rifiutiamo qualunque ulteriore presa per il culo!. Alta Capacità e
scemenze coloniali varie: sono balle!.
Del resto si può parlare dopo. Con chiunque: anche con Montezemolo, se serve.
Ma
FFSS e RFI devono essere cacciati a pedate dalla Sicilia con Action
Class di risarcimento danni. Il resto non ci interessa e non ci serve.
Solo
la TAV intermodale è propedeutica al nostro Sviluppo culturalmente
sensato ed economicamente utile. Sviluppo Intelligente. Ecco, questo è
il “problema”: è Intelligente, e l’Intelligenza fa paura allo Spettacolo
neocoloniale che ci imprigiona e alle legioni dei suoi ascari, sbirri,
parassiti e mafiosi vari. E teatranti che fingono “proteste” per
rappattumare un pugno di voti in nome di un “sicilianismo” vittimistico,
piagnone e miope.
 
La nostra Solidarietà ai Fratelli e Sorelle licenziati dalla Mafia del colonialismo ferroviario.
Il nostro Appello a tutti i Siciliani: aprite gli occhi!
 
Mario Di Mauro – Fondatore di “Terra e LiberAzione” – www.nazionesiciliana.splinder.com
Rosa Cassata – Presidente  Movimento Sicilia Libera – www.movimentosicilialibera.blogspot.com 
Massimiliano Drago – Coordinatore Nazionale Movimento Sicilia Libera –