intervento, di forte impatto, uscito anche sui quotidiani “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”, il 2-11-2002

Ormai è come se ci fosse un copione. Ad ogni eruzione dell’Etna si mettono in moto i teatrini litigiosi della “protezione civile” e gli inviati allucinati delle tv di mezzo mondo che presentano una Sicilia sommersa dalla lava…alimentando una sciocca “criminalizzazione” della Muntagna.
Anche le recenti eruzioni dell’Etna, come accade dal 1983, vedono la messa in scena, costosa e improbabile, della “guerra contro la lava”. Bombardamenti d’acqua coi Canadair non solo contro la lava ma contro le leggi della fisica, erezione di argini a deviare il corso naturale delle cose che, in questi casi, è quasi sempre meno pericoloso della “protezione civile”; per non dire delle stucchevoli passerelle di presidenti e vicepresidenti vari con la scusa di tranquillizzare le già tranquille, per quanto si può, “genti dell’Etna” che con la Muntagna ci conviviamo da sempre.
In un Tg nazionale di ieri sera, in circa 4 minuti, abbiamo contato almeno 20 volte le parole “paura” e “violenza” riferite all’Etna. A me a Muntagna non incute paura, ma Rispetto, e le sue manifestazioni non accadono nel segno della violenza ma in quello della Forza. La Natura è Madre della Vita, e la morte segna solo il limite delle cose in un Flusso Cosmico che, per sua…natura, è illimitato, eterno. Noi viviamo in simbiosi con l’Etna, anche se dobbiamo ancora imparare molte cose: ma cosa stiamo aspettando a stipulare una mega polizza assicurativa collettiva per i rischi connessi, in modo inevitabile, alle eruzioni ed ai terremoti? E avremo mai un “governo del territorio” capace almeno di copiare quello che in Giappone e in California riescono a fare di buono per ridurre il danno sismico? Da quelle parti gli edifici di intere città, con problemi simili ai nostri, vengono costruiti su “isolatori in gomma, appoggi scorrevoli acciaio-teflon,
controventi dissipativi” e qualcosa può essere fatto anche per le strutture esistenti, come la “cerchiatura attiva” (fonte: ing. Stefano Massimino). E invece che si fa? Passerelle di politici furbetti e processioni di santi che non sudano in una Sicilia che resta politicamente e spiritualmente infantilizzata…Il problema nostro è che non sappiamo amare seriamente la nostra Terra e le sue Forze, di quell’Amore che nasce dalla Conoscenza e si alimenta di Rispetto e Azioni consapevoli, anche piccole, come alzare uno sguardo maturo sulle lave affioranti in città fino alla Scogliera Nera che fanno di Catania un unicum in tutto il Mondo. Siamo risorti 7 volte da eruzioni e terremoti…manco l’Araba Fenice! Assistiamo invece e perfino alla polemica tra “scienziati” sul fatto che eruzione e terremoto siano o meno collegati…e non riesco a “scollegare” il retropensiero che arreri a queste “diatribe scientifiche” ci siano interessi legati alla
“ricostruzione” e alle “competenze commissariali”. A pensare male, 2 volte su 3, qui ce la ‘nzerti!
Su tutti si erge a Muntagna, che ora tace ora fa festa: imponente, magnifica, sacra. Ombelico di Trinakria e del Mar Mediterraneo, un Mito Vivente. Stiamo vigili, ma zitti, per favore!.

Ottobre 2002. Mario Di Mauro, direttore di “Terra e LiberAzione.Org