Senza
Parole
Il
24 settembre 2012, la Corte d’Appello di Palermo, a poche ore dalla
scadenza dei termini per la presentazione delle candidature alla
Presidenza della Regione e delle relative liste, ha illegalizzato il
simbolo elettorale proposto dal Movimento Sicilia Libera e sostenuto
anche dalla storica Fratellanza “Terra e LiberAzione”,
caratterizzato dallo slogan programmatico “Sicilia Indipendente!”.
De
jure e de facto bloccando la candidatura della dottoressa Rosa
Beatrice Cassata alla presidenza della Regione, oscurando una voce
coraggiosa e civile, oltrechè una Storia millenaria.
Nell’isola
di Pirandello e dell’Opra dei Pupi non deve sorprendere se a
sollecitare la sentenza di un Tribunale contro l’indipendentismo
libertario sia stato un certo sig.Scianò, segretario di un
fantasmatico Fronte Nazionale che rivendica, peraltro senza alcun
merito culturale e politico, il monopolio dell’idea stessa di
“Sicilia Indipendente”.
Noi
non crediamo ai “complotti”, tranne quando ci sono. E questa
storia, che non leggerete su molti giornali né vedrete nelle
televisioni del regime, puzza di bruciato.
Cosa
ci vogliono impedire di dire a un pubblico più vasto delle
comunque migliaia di uomini e donne che ci ascoltano e condividono?.
Tre le tante, scegliamo questa.
L’Isola
dei Siciliani –in violazione del Trattato di Parigi del 1947 che la
suppone “Smilitarizzata”, e in violazione del Trattato con Roma
del 1946 che la vuole “Autonoma”- è solo una piattaforma
geostrategica per le scorrerie anglo-americane e italidiote: dal
centro del corridoio mediterraneo, laddove fluisce il 30% del
traffico commerciale del sistema-Mondo, con linee di penetrazione a
lungo raggio, che verranno consolidate dal sistema Muos e dalla
rimodulazione delle basi militari attuali e future. Con probabili
effetti collaterali, anche in forma di cervelli fritti e
bombardamenti di intere nazioni magari per esportarvi la “Felicità”
e altre amenità simili.
Parlare
di “Libertà” e “Democrazia”, in queste condizioni
neocoloniali, vorrebbe dire prendersi in giro; senza sovranità
del Popolo siciliano sullo spazio aereo e sulle acque territoriali,
sul suolo e sul sottosuolo dell’intero nostro Arcipelago, sarebbe
semplicemente demenziale.
Questa
specifica condizione neocoloniale, dal Luglio 1943, è un dato
di fatto. Chiamiamo le cose col loro nome: la Sicilia è peggio
di una “riserva indiana”.
Se
le elezioni servissero a cambiare la Realtà coloniale le
avrebbero già abolite. Ma esse rappresentano comunque un
momento di confronto all’interno del quale la Voce
dell’indipendentismo libertario –corrente storica perseguitata ma
assai più profonda e radicata di quanto appaia- sta provando a
farsi sentire.
Se
per oscurarla, in questo caso, dopo l’AgCom , che ne ha impedito
preventivamente l’accesso agli spazi televisivi, si è
scomodata perfino una Corte d’Appello – che, senza
contraddittorio, ha espresso un giudizio formale su una sostanza di
cui pare ignorare del tutto il carattere storico – è un buon
segno.
Che
a sollecitare questa sentenza a dir poco frettolosa, sia stato il
sig.Scianò, un personaggio legato al sottobosco ideologico del
separatismo filo-Nato e fobicamente anticinese, non ci sorprende più
di tanto.
Il
sig. Scianò –nel suo delirio da statista mancato- in oltre
60 anni ha partorito il Nulla, il Fanno Nulla Sempre (FNS).
Il
sig. Scianò rivendica de facto e de jure la proprietà
della nostra Sacra Trinakria e dello slogan “Sicilia
Indipendente!”???. In un paese normale, il sig.Scianò,
sarebbe candidabile solo al T.S.O. (Trattamento Sanitario
Obbligatorio).
Se
pensa, con la sua armata Brancaleone, di poter continuare a fare
terra bruciata, magari ricorrendo a un Tribunale invece che al
confronto politico (dal quale esce regolarmente con la coda tra le
gambe) ha sbagliato i suoi conti.
E’
tempo di incamminarsi nel Secolo XXI, nel Secolo asiatico, rifondando
l’idea stessa di Sicilia libera, indipendente e sovrana, ricca e
pacifica, Isola-Giardino nel cuore antico del Mediterraneo.
Le
scorie della Storia, inclusi i sicilianisti alla Scianò,
questa cancrena nella cancrena coloniale, se le porterà via il
Vento dell’Est nel risveglio di un intero Popolo dall’ipnosi
dello Spettacolo neocoloniale.
Quanto
alla dimensione giudiziaria se ne occupano i nostri avvocati. La
dimensione politica e umana -nella fattispecie la critica militante
delle sue miserie- resta prioritaria. Il sicilianismo populista,
vittimistico e piagnone, sterile e arrogante, è l’interfaccia
ideale di una dominazione coloniale che parla la lingua della guerra
imperialista e delle massomafie che sterilizzano o espellono le
energie migliori del Popolo siciliano. Chi difende la Nato e i suoi
crimini non può sostenere la Sovranità dei Popoli,
tantoppiù nel caso siciliano. La Logica non è una
opinione, caro signor Scianò. Ci dispiace, ma con noi hai
chiuso anche sul piano personale.
-Rosa
Beatrice Cassata-Movimento Sicilia Libera
-Mario
Di Mauro-Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione” 

-Nuclei
territoriali di “Sicilia Indipendente!” di
Messina-Catania-Siracusa-Trapani-Palermo…