1945-17 GIUGNO-2015

viale degli eroi

Riceviamo e pubblichiamo da  www.terraeliberazione.wordpress.com

70° ANNIVERSARIO DELLA PRIMA STRAGE DI STATO

GLORIA ETERNA AI COMBATTENTI DELL’ESERCITO VOLONTARIO PER L’INDIPENDENZA DELLA SICILIA!

Anche quest’anno, per la trentesima volta, ricorderemo le migliaia di Martiri e Combattenti per la Liberazione della nostra Terra Sacra, che hanno scritto, col loro coraggio, pagine gloriose in ogni epoca storica. Accadrà nel 70° Anniversario della Strage di Randazzo, la prima Strage di Stato del Dopoguerra, in cui, il 17 Giugno del 1945, su ordine del governo “antifascista” di Roma, vennero trucidati il prof. Antonio Canepa, fondatore dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia, e i giovani Rosano e Lo Giudice.

Quel giorno, a Murazzu Ruttu, nei pressi di Randazzo, non ci fu nessun conflitto a fuoco né scoppiò alcuna bomba a mano, né partì alcun “colpo diretto” dal posto di blocco dei carabinieri: anzi, se il furgoncino scalcagnato degli evisti si fosse fermato subito all’alt, i veri assassini avrebbero ammazzato anche i locali carabinieri: l’operazione perfetta.

La versione ufficiale è spudoratamente falsa, a tal punto che lo Spettacolo neocoloniale ha dovuto produrre e spacciare tutta una serie di pillole scadute, sofisticherie e mascariate. Intanto continuano, quasi per inerzia: il silenzio assordante delle “Istituzioni” (ma anche dell’A.N.P.I. e di tutto il “partigianesimo” di marca CLN, peraltro omertoso e complice); la vigliaccheria del “mondo accademico” e la denigrazione “letteraria” ad opera perfino di “neonazisti esoterici” come Buttafuoco in allegra compagnia con l’asineria storiografica “de sinistra”, tanto di derivazione togliattiana quanto di radice azionista o cattolica: neanche le veline del “Regime” e l’olio di ricino dell’OVRA sarebbero stati capaci di ammucciare per 70 anni una Verità che li inchioderebbe alla Croce della Storia una volta per tutte.

Silenzio,vigliaccheria, denigrazione su una pagina di Storia che illuminerebbe tutta la vicenda italiana fino ai nostri giorni, non sono frutto di sola ignoranza, ma esito di un calcolato interesse non solo storiografico, quanto del tutto Politico. Per questi figuranti prezzolati dello Spettacolo neocoloniale la Sinistra siciliana indipendentista non è mai esistita e l’Indipendentismo è mafia e banditismo, o, quando sono confessati, mito e illusione.

Chi trucidò Canepa e i suoi ragazzi? La mano è quasi certamente quella dei “ricostituiti” Servizi segreti militari (SIM) che, dopo ”l’8 Settembre”, avevano già incorporato criminali nazifascisti come Ettore Messana, già specialista di “guerra sporca” in Slovenia, e “patrioti” della X Mas di Junio Valerio Borghese (che ritroveremo poi a Portella della Ginestra, il Primo Maggio 1947: altro che quella falsa flag della Banda Giuliano!). E Canepa non morì in contrada Murazzu Ruttu, ma venne assassinato in ospedale, a Giarre: nessuna autopsia, il suo corpo venne occultato in una tomba anonima secretata per quasi un decennio, il depistaggio-versione ufficiale sta ancora sul sito dell’Archivio dell’Arma, il suo nome viene ancora mascariato dallo Spettacolo neocoloniale, il suo sangue insultato da chi della stessa “Autonomia pattizia”, per quanto “specialmente vigilata”, ha fatto strumento e alibi di malgoverno e ruberie, riciclando spesa pubblica in “cambio” di consenso e voti ai partiti romani, mentre l’emigrazione di massa, selezione genetica al contrario, dissanguava il nostro Popolo devastandone il metabolismo naturale.

Quello che c’era da scoprire sulla Strage di Randazzo è stato scoperto grazie a ricerche indipendenti, in particolare quelle del nostro confratello Salvo Barbagallo. Sarebbe sufficiente ad istruire quel Processo, che neanche gli eredi biologici dei nostri Martiri hanno mai avuto il coraggio di pretendere, in un mix di dolore, sfiducia e paura, che abbiamo avuto modo di toccare con mano e rispettare in silenzio.

Negli spazi aperti dalla seconda Guerra Mondiale nel Quadrante mediterraneo, dall’Operazione Husky all’instaurazione dell’A.M.G.O.T. e al ritorno formale dell’Isola alla traballante Monarchia italiana e ai fantasmatici partiti del CLN, in mille lunghi giorni, dal 1943 al 1945, si consumò anche l’ennesimo tentativo del Popolo Siciliano di conquistare finalmente, con l’Indipendenza, il suo autonomo accesso politico all’esperienza del Mondo. E un ruolo decisivo vi fu svolto dal partigiano trotskjsant  Antonio Canepa (nome di battaglia Turri) -già attivo da anni nella Resistenza antifascista: dalla Sicilia a San Marino, dalla Maiella alla Toscana (nome di battaglia Tolù)- il Professore Guerrigliero, che fonda quel piccolo, geniale e “folle” Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS), con l’obiettivo di ottenere un riconoscimento internazionale della Questione Siciliana. Altro che banditismo e mafiosità!. Il nostro “Professore Guerrigliero” era docente di Geopolitica e Relazioni internazionali all’Università di Catania: sarebbe diventato un leader straordinario della Sinistra siciliana indipendentista, basta leggere cosa se ne scriveva su “Sicilia Rossa”, giornale trotskjsta semiclandestino pubblicato a Catania in quegli anni e custodito gelosamente negli Archivi di “Terra e LiberAzione”.

Comunque la si pensi, è una Pagina di Storia che merita di essere studiata e meditata seriamente, tantopiù che vennero massacrati nella prima Strage di Stato, il 17 giugno del 1945, al culmine di una “democratica” campagna di repressione che vide il sequestro di persona “legalizzato” dei dirigenti indipendentisti, confinati all’isola di Ponza (ma che il popolo siciliano salvò eleggendoli all’Assemblea Costituente!); la chiusura delle sedi e dei giornali indipendentisti, la caccia al Siciliano libero condotta strada per strada, casa per casa:  la sbirraglia terrorizzava perfino le madri dei giovani patrioti siciliani, mentre l’esercito mitragliava le manifestazioni popolari per il pane e contro la guerra.

La “democrazia”, in Sicilia, presentò subito il suo ipocrita bigliettino da visita. Ad ogni modo, la Verità sulla strage di Randazzo e sul suo Contesto geopolitico è solo una pagina di quel Libro della Verità che dobbiamo ancora scrivere: con lo Studio scientifico e l’Azione coerente, chè la prospettiva della Sicilia sovrana, libera e indipendente, nel Mondo multipolare, è più attuale che mai.

Un ciclo storico si è definitivamente concluso. Il ciclo storico dell’Autonomia “specialmente vigilata”, dello Statuto scritto, suo malgrado, anche col sangue di Canepa. Finisce una farsa neocoloniale, un alibi della dominazione italiana e anglo-americana sulla nostra Terra. Lo Statuto non ha mai avuto norme integrali di attuazione, specie nella sua parte economica, il titolo V, elaborata dal grande avvocato Guarino Amella. E’ ormai una “Carta” bruciata e sepolta dal lungo e imponente effetto domino provocato dal crollo del Muro di Berlino (1989) e dal Trattato di Maastricht, ma anche dalle Stragi politiche “palermitane” e dall’Operazione Britannia (1992). I tentativi di Difesa, dall’alto e dal basso, sono falliti. Per motivi diversi, tutti. Gli spazi vuoti vengono ormai riempiti dalla logica neocentralista del commissariamento permanente e dell’Antimaf professionista: ma falliranno presto. Ci lasceranno in eredità, in un mare di guai, la sintesi perfetta del tipo sociale selezionato dal “ciclo storico”, gli zombies che si aggirano sfaticati per i corridoi sterili del più demenziale niEnte inutile del Pianeta: la Regione siciliana, un putrido relitto del Novecento.

Trentanni fa, nelle Tesi di Fondazione di “Terra e LiberAzione”, scrivevamo: “La Questione Siciliana, l’irrisolto e non prescritto problema della Sovranità del Popolo siciliano sulla propria Terra di appartenenza e di Vita, si conferma, in primis, Questione geopolitica determinata dalla oggettiva centralità strategica della nostra Isola-Nazione (…)”. Con questa collocazione geostrategica dobbiamo reimparare a fare i conti, alzando uno sguardo siciliano e internazionalista sulle cose della Vita e del Mondo, tantopiù che il 30% del traffico commerciale del Pianeta passa dal “nostro” Mare, e se l’Orologio del Mondo, come sempre, cammina, è ormai l’Asia a scandirne il Tempo.

Ma il Muro sull’Acqua non c’è solo per i migranti, vittime dell’imperialismo occidentale e dei suoi golpeguerra neocoloniali, che tagliano le gambe a chiunque tenti di camminare in posizione eretta: Muammar Gheddafi è stato assassinato e la Jamahirya libica rasa al suolo dall’Imperialismo globalista (di cui l’italietta è prostituta storica), perchè si preparavano a coniare la Moneta unica africana con sottostante di garanzia l’intero sottosuolo di Libia, Algeria, Nigeria e Sudafrica!. Hanno distrutto anche il Futuro euromediterraneo della Sicilia, usandoci come colonia-piattaforma militare dei loro crimini e zattera dei loro profughi, che accogliamo come abbiamo sempre fatto: da millenni, combattendo chi se ne approfitta, aiutandoli anche a scappare da qui!.

E se una porta si chiude, due se ne aprono. L’Arcipelago dei Siciliani è al centro di un Mondo in profonda ristrutturazione. E nel Secolo XXI perfino l’Isola cinese di Hainan può contare per noi più dello smog trafficante di Milano e delle cloache traffichine di Roma. E dei droni e aerei “umanitari” di Sigonella “pilotati” dal Muos di Niscemi: l’Orrore senza Fine.

Se è la Sicilia, in ultima analisi, a “fare i Siciliani”, a definirci come comunità di destino nella Storia del Mondo, è chi controlla strategicamente l’Isola a determinarne identità e funzioni: controllo Strategico sullo Spazio Aereo e sulle Acque Territoriali, sul Suolo e sul Sottosuolo. E sui Cervelli, regolarmente programmati dallo Spettacolo neo-coloniale sul modello delle “riserve indiane”.

La nostra Coscienza Geostorica –tema peraltro centrale nella riflessione del prof.Canepa- ha prodotto un’altra chiave di lettura, alternativa alla litanìa, falsa, delle “13 dominazioni”, ché ci mancano solo la “dominazione barocca” e i Clingon di Star Trek!.

Lo storico francese Henri Bresc ha definito la Sicilia “mosaico di culture e nazione ribelle”. E’ una bella definizione. Dobbiamo solo tornare ad esserne all’altezza, consapevoli di non essere gli eredi ma l’eredità stessa di Millenni di Vita in questa Terra Bellissima che odora di zolfo e di sale. Il Futuro è di chi saprà alzare uno sguardo critico e solidale sulle cose della vita e del mondo. Quel mondo al quale il professore Canepa guardava con straordinaria capacità scientifica “vivendo la sua Vita come una battaglia e la sua Morte come un’avventura”.

 @Giugno 2015. La Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione”